Scambio di Coppia
Il mio gioco di coppia
singolopavia
30.09.2023 |
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"Resto però vigile su ciò che accade alla mia lei, che mi rendo conto è l’unico e solo centro delle mie attenzioni e di tutto il gioco..."
Arriva finalmente anche per me la possibilità di poter vivere il gioco in coppia e non da singolo. La mia attuale compagna è incuriosita da tutto quello che le ho raccontato; ne abbiamo parlato parecchio e riteniamo di avere un’affinità e complicità tali da poter provare a vivere un’esperienza assieme. Ne fantastichiamo per un po’ nei momenti intimi, e poi un giorno decidiamo di andare a bere qualcosa in un club privé, senza alcun obiettivo dichiarato, ma solo cominciare a viverne l’atmosfera e capire se ci sentiamo a nostro agio.Scegliamo un club che già avevo frequentato da singolo, quindi lo conoscevo come spazi e frequentazioni. Mi rendo subito conto che essere coppia è completamente diverso dall’essere singolo. E’ come ricominciare da zero e sono contento che la mia compagna accetti di mettersi in gioco fidandosi di me e della mia esperienza e nella consapevolezza che non la farei mai trovare in una situazione che la possa mettere in difficoltà.
Il club è una grande villa con un grande giardino, una piscina semi coperta, due piste da ballo, una esterna ed una interna e il secondo piano tutto adibito a privé. Il contesto è molto elegante e pulito ed essendo molto grande, malgrado ci siano numerose coppie e singoli, non ci si sente troppo vicini ed invasi. Decidiamo per lei un abbigliamento sobrio: gonna al ginocchio nera, tacco decollate, camiciola e giacca. L’intimo invece è un tantino più erotico. Come immaginavo il suo look sobrio attira molti sguardi, oserei dire più di quelli che attirano le donne con vestiti estremi, o addirittura solo in intimo.
La prima sensazione è questa…quegli sguardi me li sento tutti addosso anche io. E’ un sottile piacere, inorgoglisce e infastidisce allo stesso tempo la consapevolezza che altri stanno fantasticando o desiderando la tua donna. Mi sento fiero di come esprime la sua femminilità senza eccessi, con semplici movenze o pose quotidiane. Porta anche gli occhiali, un’ulteriore dettaglio che so quanto possa intrigare suscitando fantasie di situazioni erotiche magari viste in qualche film.
Lei osserva molto le altre coppie, secondo lei ci sono molte belle donne, sugli uomini non si esprime. Non ha alcun sussulto di gelosia a quanto mi dice: il fatto che io possa guardarmi attorno non la infastidisce. Ci teniamo per mano. Cerchiamo di essere una cosa sola.
Cerco di raccontarle passo passo tutto quello che avviene. Facciamo un primo giro di perlustrazione. Il sesso esibito altrui non la imbarazza ne la inibisce ne la scandalizza. Guarda con curiosità ciò che avviene nelle stanze. Cerco in qualche modo di ripararla dalle manate dei singoli che hanno questo brutto vizio di allungarle approfittando del buio. Cosa che io non ho mai fatto.
Dopo aver guardato ciò che succede nel privè, decidiamo di entrare in una stanza solo per coppie e di sederci su un divano un po’ defilato per farci qualche coccola.
Abbiamo una coppia a pochi metri. Non sappiamo chi siano, ne ci interessa. Mentre ci baciamo il lui si avvicina alla mia lei e comincia a toccarle il seno e poi le passa una mano sull’intimo. Lei capendo la situazione prende l’iniziativa allunga la mano e glielo prende. Nel buio il vedo non vedo della sua mano piena mi eccita tantissimo. So come lei tocca il membro e vedere che lo sta facendo ad un altro mi fa andare su di giri. Io mi dedico oralmente a lei. La lei della coppia mi si siede accanto e comincia a toccarmi, senza troppa partecipazione a dire il vero. Ma la cosa non mi interessa. Sono troppo preso da cosa fa lei. Il lui si spoglia nudo e continua a farsi masturbare. Aspetta che io alzi la testa dal suo intimo per fondarsi lui e cominciare a leccarla. Vedo che la cosa le sta piacendo. Nel frattempo tocca me ed io mi concentro sui suoi seni. Sulla mia destra mi accorgo di una coppia che avevo già visto un po’ più grande dell’età media; lui la sta penetrando a pecora. Io allungo allora la mano e le tocco prima i seni e poi il clitoride. Loro mi lasciano fare. Resto però vigile su ciò che accade alla mia lei, che mi rendo conto è l’unico e solo centro delle mie attenzioni e di tutto il gioco.
Il lui solleva la testa e vedo che ha voglia di penetrarla, ma lei più veloce glielo prende in mano. Non me la sento nemmeno io di andare così avanti nel gioco e con una mano le copro la vagina. Sento il pene di lui che insiste nel cercare un accesso. Ma non glielo concediamo. L’altra lei si disinteressa del gioco e guarda.
Vedo che lui più di una volta sussurra qualcosa alla mia lei che però non ribatte. Credo che lei stia chiedendo di scoparla. Questo nostro non concederla rende tutto ancora più intrigante, almeno per noi. Lei continua a masturbarlo con la stessa efficacia che usa quando tiene per le mani il mio. Questo mi accende ancora di più e mi fa venire. Lui non demorde e continua ad avvicinare il membro alla sua vagina, ma io continuo a farle da scudo. Lui è eccitatissimo. All’ennesimo tentativo fallito decide di tornare dalla sua lei che lo sta aspettando. Cominciano a scopare.
Mi dedico allora con la bocca e le mani solo a lei come se fossimo nella nostra camera da letto. Ma non lo siamo. Attorno abbiamo altre coppie che stanno scopando o si stanno scambiando. E’ un crescendo di gemiti e suoni intimi tra cui ci sono anche i nostri. Fa molto caldo e sento gocce di sudore che mi scivolano lungo il viso mischiandosi poi con gli umori di lei che mi riempiono la bocca. La stanza è un continuo entra ed esci di coppie e di situazioni che cominciano e finiscono. Noi restiamo li con la mia bocca sul suo clitoride, ci sentiamo osservati e la cosa ci coinvolge. Sento la curiosità e il desiderio di chi ci sta attorno e vorrebbe avvicinarsi. Sono molto esaltato dall’idea che la mia lei inneschi desiderio negli altri semplicemente essendo se stessa, senza esibirsi o provocare. Sotto gli occhi di tutti lei riesce a godere stringendo forte le gambe attorno al mio viso. Ci sistemiamo e restiamo ancora a respirare quell’atmosfera di eccitazione condivisa: l’odore del sesso satura l’aria è una situazione nuova ma nello stesso tempo non ci mette a disagio, anzi…sembra qualcosa di ancestrale che in qualche modo già ci appartiene.
Dopo un po’ usciamo dalla stanza. Non siamo per nulla a disagio tra noi, malgrado ciò che è accaduto. Non riconosciamo alcun volto tra le coppie che incrociamo nel corridoio e la cosa ci fa capire quanto sia stato tutto così intimo e nostro malgrado la condivisione. Gli altri restano sagome nel buio, semplici occasioni di una reciproca eccitazione che era il vero fulcro del tutto. Come prima volta assieme può andar bene così. Facciamo qualche altro giro per guardare e sentirci gli occhi addosso, per accendere curiosità e desiderio negli altri.
In questa prima volta ho vissuto sulla mia pelle quanto sia forte il legame di una coppia che si mette in gioco e quanto questo legame renda tutto lecito e possibile anche perché vivere l’eccitazione reciproca è l’unica cosa che conta; ciò che c’è intorno resta contorno e strumento per quell’eccitazione e si dissolve nel buio appena il gioco finisce.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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